Lo avevo segnato sulla mia agendina e anche sul calendario. Ma senza avere i biglietti. Quando l'ho saputo erano già finiti. E poi pensavo costassero 75 euro!
Ma mi ero messa in testa di andare comunque all'Arena a sentirli. Il 17 ero troppo depressa dalla pioggia per uscire di casa. Ma ieri è tornato finalmente il sole e il caldo.
Prendo il 12. Ci metto mezz'ora perchè qualche idiota in via Mercato ha parcheggiato la macchina sui binari. Arrivata lì, sembra di essere a una fiera. Paninari dappertutto. Ho avuto paura che ci fossero anche le gioste.
Poi li sento. I Radiohead cantano "How to disappear completely". Giro intorno all'Arena per trovare un buon posto da dove sentirli. Potrei mettermi sul prato del parco come tanta altra gente. Ma sono sola... "A wolf at the door" viaggia nell'aria. Chiamo rinforzi, ma i tentativi falliscono. Quindi mi avvio verso la porta principale dell'Arena. Salgo su una transenna e mi gusto il concerto da un kilometro: il palco si vede, anche se parzialmente coperto dal mixer

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Nonostante mi senta così sfigata e sola, sono contenta. Quasi piango! Mi emoziono per poco...
A un certo punto, non capisco cosa succede: le persone scavalcano le transenne. Mi butto nella mischia. Se non ho ben capito ci fanno entrare. "non correte!" ci dicono.
Grazie, grazie. Ringrazio ancora.
Entro nell'Arena. Il palco si avvicina sempre più, è come in un sogno: al buio, cammino nel fango, The tourist in sottofondo. Continuo a non crederci.
Mi avvicino più che posso. Col sorriso ebete stampato in faccia.
Un attimo di pausa e poi il bis, con "2+2=5". L'ultima canzone è "Paranoid Android". Spettacolare gioco di luci.
Mi scatto le foto da sola, parlo con gli sconosciuti per sembrare più pazza di quello che appaio.
Tralaltro, guarda chi c'è accanto a me! Il bassista riccio degli Afterhours.
In scaletta: TUTTE le canzoni dell'ultimo album, 2+2=5, There There e qualche altra.
Vabbene, diciamo che ho sentito solo metà concerto e una sola mezz'ora di immersione totale nell'atmosfera, ma son tornata a casa saltellando. Mi accontento di poco, non lo so...